La grande musica dal Rinascimento al Novecento

Introduzione Storica

Vivaldi

Lasso

Bach

Mozart

Beethoven

Chopin

Schumann

Debussy

Debussy

"verso l'impressionismo"

Figlio di commercianti, Claude Debussy nacque nel 1862 a Saint-German-en-Laye ed iniziò lo studio del pianoforte a dieci anni, al Conservatorio di Parigi. Interessandosi presto anche alla composizione, vinse, ventiduenne, il prestigioso concorso Prix de Rome, presentando in scena lirica dal titolo Il figliuol prodigo. Il contatto con gli ambienti artistici impressionisti e simbolisti ebbe una influenza determinante sull'evoluzione dello stile compositivo, e la personalità fortemente indipendente lo portò ad allontanarsi dai modelli francesi precedenti, da cui aveva preso le mosse (Faurè, Chabrier, D'Indy, Massenet). Dopo che il primo matrimonio, con Rosalie Texier, fu entrato in crisi, Debussy si unì a Emma Moyse, a sua volta divorziata da un noto banchiere, suscitando uno scandalo che riempì le cronache dell'epoca. Gli ultimi anni furono estremamente creativi, nonostante l'affiorare di un tumore che, nel 1918, lo portò alla tomba.
Il grande ruolo di Debussy sull'evoluzione della musica europea fu quello di incentrare la propria attenzione sulla percezione del momento singolo, valorizzando gli elementi sensuali della musica, le sonorità variegate, suadenti e cangianti; sul pianoforte il risultato è ottenuto sviluppando concezioni anticipatela Chopin e da Liszt, mentre nella musica orchestrale il debito maggiore è verso la ricchezza dei calori dell'orchestra delle opere di Wagner. In Debussy lo svolgimento di una trama sull'opera musicale perde importanza, proponendo un linguaggio fatto quasi da un libero accostamento di momenti indipendenti. In questo senso si riscontra una affinità con la concezione letteraria di Proust, che fu sempre affascinato dall'arte di Debussy. Le immagini di volta in volta proposte si sottraggono ad una apparente logica strutturale attraverso una tecnica che si allontana dalla sintassi tradizionale, costituendo invece la base per gli sviluppi successivi del linguaggio musicale del Novecento.
L'interesse di Debussy si allarga a tutti i generi musicali, dal pianoforte, alla musica da camera, all'orchestra, alle liriche per voce e strumenti fino all'opera, con il celebre Pelleas et Melisande (1902), su testo di Maeterlink, che divenne quasi un manifesto della musica impressionista. Fra le più note composizioni per orchestra sono il Prèlude a l'apres-midi d'un faune, ispirato ad un poema di Mallarmè, che nel 1894 era stato considerato il momento iniziale del nuovo stile debussiniano.