La grande musica dal Rinascimento al Novecento

Introduzione Storica

Vivaldi

Lasso

Bach

Mozart

Beethoven

Chopin

Schumann

Debussy

Mozart

"l'apollineo nella musica"

Mozart è considerato il caso più miracoloso della storia della musica: morto a 35 anni, lasciò una vastissima produzione che tocca tutti i generi ed in ognuno raggiunge la perfezione assoluta. Nelle mani di Mozart ogni forma è portata al massimo splendore, tanto da essere considerata come modello classico, paragonabile a quelli dell'antica arte greca. Goethe considerò la musica di Mozart l'unica che potesse rivestire di note il suo Faust, trovandovi un ideale di bellezza e razionalità. In questo senso Mozart, la cui musica è governata da meravigliose architetture geometriche sovente di incredibile complessità, ma mai nocive alla massima naturalezza dell'ascolto, fu sempre considerato il rappresentante per eccellenza dell'Illuminismo in musica; differenziandosi quindi da Beethoven, di 14 anni più giovane, sul quale i conflitti spirituali che si affacciano al primo romanticismo, esplodono con violenza inaudita.

La vita

Nato a Salisburgo nel 1756, figlio del maestro di cappella del principe-arcivescovo locale, Mozart imparò a suonare e a leggere la musica ancor prima di saper leggere e scrivere. Il più eclatante caso di fanciullo prodigio, a 6 anni si esibiva per re e regine in tutta Europa, divenendo presto un virtuoso sia di pianoforte che di violino. Nell'apprendistato di Mozart, curato sapientemente dal padre, conversero tutti gli influssi delle maggiori tradizioni europee, ma particolare rilevanza ha il contatto con il più giovane figlio di Bach, Johann Christian. Dopo il 1772 il nuovo arcivescovo di Salisburgo, presso cui Mozart era impiegato (mangiando alla mensa con le donne di servizio ed i domestici) fu ostile alle esigenze artistiche del giovane compositore, che nel 1781, esasperato, si licenziò, trasferendosi a Vienna e vivendo principalmente di lezioni. Nel 1782 Mozart sposò Costanza Weber (nipote del compositore Carl Maria von Weber), e sullo stesso anno ricevette dall'imperatore Giuseppe II l'incarico di scrivere un'opera, scegliendo il modello tedesco del Singspiel (un'alternanza di arie cantate e tratti recitati, che servono a far comprendere la trama della vicenda): nacque Belmonte e Costanza ovvero il ratto dal serraglio. Nonostante il riconosciuto valore della sua arte Mozart visse gli ultimi anni in condizioni precarie, pagando il prezzo dell'indipendenza da un superiore (l'arcivescovo di Salisburgo); ancora a fine Settecento la condizione di libero professionista era considerata un privilegio non concesso all'artista artigiano. Il 5 dicembre 1791, a Vienna, Mozart morì, per cause tuttora ignote, e le sue spoglie furono gettate nella fossa comune della chiesa di San Marco.