La grande musica dal Rinascimento al Novecento

Introduzione Storica

Vivaldi

Lasso

Bach

Mozart

Beethoven

Chopin

Schumann

Debussy

Vivaldi

"la nascita del Concerto"

Nacque nel 1678 a Venezia, dove operò per la maggior parte della vita, proseguendo quelle altissime tradizioni musicali che si erano sviluppate intorno alla Cattedrale di San Marco; il padre era stato violinista proprio nella cappella della Cattedrale, e da lui Vivaldi ebbe l'istruzione musicale. A venticinque anni si ordinò sacerdote, e, a causa della capigliatura, fu denominato il prete rosso; fu però esonerato dal celebrare le messe a causa della salute cagionevole. Trovò l'incarico di insegnante nel Conservatorio della Pietà, istituzione che a quell'epoca dava assistenza gratuita ai bambini bisognosi (orfani o figli illegittimi) ed ai malati. Il Conservatorio della Pietà accoglieva esclusivamente femmine, che, divenute ragazze e poi adulte, venivano incaricate dei canti e delle musiche liturgiche, rimanendo sempre nascoste alla vista del pubblico. è per queste strumentiste e cantanti, dette putte, che Vivaldi compose gran parte della sua musica, eseguita per ogni festività. Dopo il 1725 Vivaldi fu sovente all'estero, in viaggi di lavoro, soggiornando soprattutto a Praga, Amsterdam e Vienna, dove morì nel 1741 in povertà.
La grande fama di Vivaldi, che si diffuse in tutta Europa sia fra i professionisti che fra il pubblico, è legata principalmente alla forma del Concerto per strumento solista e orchestra, toccando tutti gli strumenti allora conosciuti (tranne quelli a tastiera): la maggior parte di essi (circa 250) sono per violino e orchestra, come Le quattro stagioni, ma vi sono concerti per violoncello, fagotto, flauto, mandolino, tiorba, corno da caccia; Bach ebbe da ragazzo grande ammirazione per Vivaldi, studiando e trascrivendo parecchi concerti del più anziano collega veneziano. Rispetto ai concerti tradizionali, Vivaldi espresse enorme fantasia, vitalità ed una spettacolarità di effetti sorprendente. Particolare efficacia ottiene con l'uso di effetti descrittivi, ispirandosi di volta in volta a testi letterari o a scene naturali. è quantitativamente importante, anche se meno nota, la produzione operistica e quella sacra, nella quale alcune pagine corali raggiungono vette di altissima espressività.