I concerti per violino e orchestra di Mozart

Introduzione

Il concerto n.1 in si bemolle maggiore k. 207

Il concerto n.2 in re maggiore k. 211

Il concerto n.3 in sol maggiore k. 216

Il concerto n.4 in re maggiore k. 218

Il concerto n.5 in la maggiore k. 219

Il concerto n. 4 in re maggiore k. 218

Mozart torna alla tonalità di re maggiore per il quarto dei concerti del ciclo, e nuovamente ad un inizio a modo di fanfara, con un ritmo di marcia, la cui idea sembra per Mozart indissolubilmente legata a questa tonalità. Qui però il tema di fanfara appare solamente a guisa di motto, all'inizio dell'introduzione, all'ingresso del solista ed in coda di esposizione e di movimento, mai invece nel corso dell'elaborazione tematica. Per il resto il carattere generale è disteso, con particolare propensione per il gusto all'italiana, con spunti ricchi e sensuali: per lungo tempo si è ritenuto che Mozart avesse composto il concerto parafrasando un lavoro di Boccherini udito durante un viaggio in Italia nel 1770, lavoro che però è oggi considerato un falso novecentesco. In tutto il concerto la tessitura del violino è generalmente acuta, e la difficoltà tecnica è maggiore che nei concerti precedenti. Il primo movimento, Allegro, è aperto da un tema contenente numerosi spunti tematici, che si prestano ad uno sviluppo particolarmente elaborato; oltre alla già citata fanfara, diversi incisi di carattere cantabile, o misto: l'intero pezzo oscilla fra il carattere melodico e quello ritmico. Nel successivo Andante, in la maggiore, Mozart si concede ancora una volta un'effusione melodica calda e generosa, il cui sapore è vicino a quello di certi Larghi haendeliani. La struttura formale, come già nell'Adagio del concerto in sol, è quella della forma-sonata, in dimensioni contenute ma di fattura cristallina. Caratteristico è il finale, giocato, come nel concerto n. 3, tra frequenti cambi di tempo e scrittura. L'impianto del Rondò si apre con un Andante grazioso, che prosegue subito con un Allegro ma non troppo, costituendo il nucleo del ritornello; il secondo degli episodi alternativi è, curiosamente, un Andante grazioso, che contiene una melodia con andamento di gavotta, e che, per l'insistenza su un pedale basso del sol a vuoto del solista, assume le fattezze di una musetta: questa danza era allora in voga nella città di Strasburgo, tantochè il concerto divenne celebre come concerto di Strasburgo, secondo un'indicazione fornita da Mozart stesso in una lettera al padre del 1777. Periodo di stesura della composizione è l'ottobre del 1775.

Allegro Andante cantabile Rondò (Andante grazioso-Allegro non troppo)

Durata: 23 minuti