I concerti per violino e orchestra di Mozart

Introduzione

Il concerto n.1 in si bemolle maggiore k. 207

Il concerto n.2 in re maggiore k. 211

Il concerto n.3 in sol maggiore k. 216

Il concerto n.4 in re maggiore k. 218

Il concerto n.5 in la maggiore k. 219

l concerto n. 2 in re maggiore k. 211

Terminato il 14 giugno 1775, due mesi esatti dopo il concerto precedente, questo concerto presenta già un sicuro passo in avanti dal punto di vista del trattamento della forma, anche se non sempre la maggior consapevolezza formale si traduce in idee veramente nuove ed incisive sotto il profilo espressivo. L'analisi mostra come i due movimenti estremi siano articolati in maniera molto chiara, i temi maggiormente evoluti, di più ampio respiro rispetto a quelli del primo concerto, e si prestino a sviluppi di taglio sinfonico; il materiale viene elaborato in modo estremamente coerente, lasciando poco spazio a digressioni non riferibili ai temi principali. Il cuore del concerto è però l'Andante, nel quale Mozart trova accenti veramente personali.
Il primo movimento è nuovamente un Allegro moderato, e la tonalità di re maggiore, oltre che essere estrememente violinistica, suggerisce a Mozart come sempre andamenti un po' alla marcia: l'introduzione orchestrale si apre infatti con un tipico motivo marziale, che costituisce il nucleo tematico su cui è costruito l'intero movimento. L'accompagnamento è molto sobrio, sovente delegato a sole due parti di violini. Nei tutti, in conseguenza del carattere marziale del tema principale, viene utilizzata spesso l'orchestra all'unisono, in incisi perentoriamente affermativi; il tema principale contiene peraltro, in immediata risposta all'attacco marziale, un motivo dolce che ne compensa il carattere deciso, nell'ottica di un equilibrio ideale che è principio estetico di questo stile.
Il secondo movimento, Andante, è la parte del concerto in cui si preannuncia il grande Mozart: con mezzi di estreme semplicità la musica scorre con grazia e naturalezza, unite ad un sentimento che raggiunge momenti di commozione: elementi che contraddistingueranno i grandi Adagi mozartiani della maturità.
Il terzo movimento, Rondò, con la sottoindicazione di Allegro, si apre con il tema principale, che ritornerà altre tre volte con funzione di ritornello, esposto dal violino solista e subito ripreso dal tutti (come avviene nel Rondò del concerto di Beethoven op.61). La scrittura, improntata ad un carattere vivace, non diviene mai estrememente virtuosistica, lasciando all'interprete le maggiori difficoltà essenzialmente nella resa del carattere e dell'intrinseca eleganza della musica.

Allegro moderato
Andante
Rondò (Allegro)

Durata: 19 minuti