Franz Liszt e la via crucis

Cronologia

La musica

Catalogo delle Composizioni Sacre

La Via Crucis di Franz Liszt

La musica

La personalità musicale di Franz Liszt ha dovuto attendere il XX secolo inoltrato per ricevere il riconoscimento che naturalmente le spetta, in tutte le sue sfaccettature. Infatti, mentre fu subito recepita la formidabile portata tecnica del suo pianismo (elemento che egli seppe comunque sviluppare aprendo la via a nuove prospettive linguistiche), fu frequentemente messa in dubbio la validità artistica delle sue esecuzioni ed ancora maggiori furono le riserve sulla sua produzione compositiva.
Solo la prospettiva storica permette di valutare oggi in maniera oggettiva le straordinarie intuizioni del Liszt compositore, accanto ai limiti che, ricorrendo in numerosi lavori, ne inficiano la valenza estetica. Si tenga presente che la produzione lisztiana è quantitativamente enorme, e ciò stupisce ancor più, se si pensa che per anni il musicista fu totalmente assorbito dall'attività concertistica e dai viaggi.
Il carattere estremamente eclettico del personaggio fece sì che nella musica confluissero le più diverse suggestioni, spesso in apparente contrasto fra loro; è sicuramente questo uno dei motivi che disorientano la critica ed i musicisti del tempo. In ogni caso l'autore ebbe effettivamente bisogno di maturare una sintesi di tutte queste componenti, attraverso uno sforzo dimostrato anche dal lunghissimo lavoro di perfezionamento e di modifiche su tutte le i più importanti composizioni.
I fattori che concorrono a determinare il linguaggio musicale di Liszt, e che portano il compositore ad approdi espressivi di incredibile modernità ed efficacia, sono di doppia natura:

  • Interni al linguaggio stesso, ovvero conseguenti un'elaborazione personale di elementi sintattici, di formule e modelli assimilati da compositori precedenti.
  • Esterni, ovvero inerenti le concezioni estetiche e le tendenze ideali, spirituali, morali.

Al primo genere appartengono:

  • Una concezione del virtuosismo, che egli sviluppò e possedette in massimo grado, come espressione dell'inarrivabile, del trascendente. E' fondamentale in questo senso l'esempio di Paganini, che impressionò Liszt durante un concerto tenuto a Parigi nel 1832.
  • Una propensione a concepire idee musicali tematicamente semplici e di breve respiro, nelle quali ha grande importanza il colore espresso attraversol'uso di armonie e timbri sonori padroneggiati magistralmente e con estrema fantasia. Per poter conferire ai propri lavori unitarietà, nonostante l'uso di un siffatto linguaggio, Liszt arriverà a sviluppare sovente intere composizioni basandosi su un solo tema di partenza ("monotematismo").

Al secondo genere possono invece riferirsi:

  • Una concezione della musica come strumento privilegiato per "sentire" le cose del mondo; non quindi una musica per se stessa, ma un'interpretazione del mondo attraverso la musica.
  • Un costante dibattersi fra le passioni terrene ed una spiritualità pura, a volte perfino ascetica.

Liszt manifestò inoltre spesso istintiva propensione ad una certa retorica, nella musica come negli scritti estetici e letterari.
I grandi filoni della produzione lisztiana sono:

  • Opere per pianoforte solo
  • Poemi sinfonici per orchestra
  • Composizioni sacre
  • Trascrizioni e parafrasi di opere altrui e proprie
  • Opere di ispirazione patriottica

Tutti i generi musicali sono comunque rappresentati nel catalogo di Liszt, che in un arco creativo di circa sessant'anni volle sperimentare ogni forma ed organico, inventando a sua volta nuovi modelli di estrema avanguardia.
Un discorso a parte merita la tarda produzione degli anni '80 non sacra:
Si tratta quasi esclusivamente di brevi pezzi pianistici (oltre ad "Ossa arida" per coro a capella ed alcune pagine organistiche) nei quali ogni riferimento ai fondamenti del linguaggio musicale tradizionale viene eluso, scardinando letteralmente ogni quadratura ritmica, senso armonico, articolazione melodica, senza che ciò venga sostituito da qualche tentativo di creare una diversa grammatica musicale: "E' come se uno sguardo sui più terrificanti baratri dell'essere abbia tolto ogni possibilità di articolare parola (.), ingenerando una balbuziente afasia la cui tragicità troverà riscontro soltanto nelle pagine più disperate degli espressionisti viennesi del Novecento" (R. Vlad).