Bach e i soli per violino

Non sono molte le notizie pervenute intorno alla genesi di questa straordinaria opera, oggi considerata unanimemente il vertice assoluto della letteratura per violino di tutti i tempi.
L'unica fonte certa a riguardo è il frontespizio del manoscritto autografo, oggi conservato alla Staatsbibliothek Preussischer Kulturbesitz di Berlino, sul quale si legge: "Sei a solo a violino senza basso accompagnato. Libro primo. Da ]oh. Seb. Bach ao. 1720".
II termine della stesura finale - in bella copia - dell'opera completa è da situarsi quindi nel mezzo del periodo "strumental'di Koethen. Nessuna documentazione chiarisce se prima o dopo la morte della moglie Barbara, avvenuta, per cause non conosciute, fra il 4 ed il 7 luglio 1720; nè sappiamo quanto di queste musiche risalga a periodi precedenti e sia poi confluito nella raccolta nell'anno riportato dall'autografo.
Per ciò che concerne l'idea di Bach di destinare al violino uno dei suoi lavori di maggior impegno, sappiamo che, secondo quanto riportato dal figlio Cari Philipp Emanuel, Bach "...fino ad un'età piuttosto avanzata suonava il violino con stile puro ed incisivo ...e...conosceva perfettamente le possibilità di tutti gli strumenti ad arco".
AI tempo di Bach esistevano precedenti, seppure non molto diffusi, di composizioni per violino solo, tra cui quelle di I. F. Biber, J. P. Westhoff, J.J.Walther, J. G. Pisendel. Alcune di queste pagine erano certamente conosciute da Bach, fin dagli anni 1702-1703: si tratta comunque di lavori di compositori-violinisti che non poterono influenzare la concezione delle Sonate e Partite per quanto riguarda lo stile musicale.
Bach, il cui linguaggio-maturato in lunghi anni di severo studio sugli autori classici e contemporanei-era basato su di un altissimo magistero armonico e contrappuntistico, affronta, con la raccolta delle Sonate e Partite, la sfida suprema: la scrittura per uno strumento solo dalla natura tipicamente monodica. II risultato è uno stile mai superato nella storia della musica. Nelle sue mani il violino diventa polifonico, realizzando fughe, bassi ostinati e brani imitativi. Sembrerebbe che, nonostante la natura limitata dello strumento, nulla si possa aggiungere alle meravigliose tessiture di questa musica.
Le Sonate e Partite "costituiscono una delle più auguste concezioni organizzative e architettoniche del pensiero umano" ( Buscaroli ); e ad esse si può certamente riferire la celebre frase di Goethe sulla musica bachiana: "...è come se l'eterna armonia si ntrattenesse con se stessa, come deve essere stato nella mente di Dio prima della creazione".
I sei pezzi di cui è composta la raccolta sono concepiti secondo due diversi schemi formali: Quello dell'antica Sonata da chiesa italiana e quello della Suite alla francese.
Le Sonate sono quindi costituite da quattro movimenti, con un brano iniziale in tempo lento,seguito da una fuga; il terzo è ancora un movimento lento, in genere in una tonalità diversa da quella di tutti gli altri pezzi, che introduce un vivace quarto tempo conclusivo.
Le Partite sono invece più varie nella struttura e comprendono una serie di danze nella medesima tonalità, dall'andamento alternato,veloce-lento; tranne che nella Ciaccona della II Partita e nel Preludio della III le danze sono divise in due parti da segno di ritornello.

Simbolismo musicale in Johann Sebastian Bach

Nelle Scuole Latine, che Bach frequentò fino al 1702, l'impostazione culturale risentiva ancora della grande
eredità rinascimentale, che nei paesi tedeschi si univa alle feconde intuizioni portate dalla Riforma di Martin Lutero.
Eredità rinascimentale è anche il Simbolismo, che si concretizza in musica nei ricorrenti rapporti fra strutture musicali e significati extramusicali.
In Bach i simbolismi musicali più frequenti si realizzano attraverso i seguenti procedimenti:

  • Uso di numeri particolari, che rappresentano concetti legati generalmente alla religione: 3 per la Trinità, 7 per la quantità infinita, 12 per il numero degli apostoli, ecc.-esplicitati in musica in vari modi: attraverso il numero delle battute, oppure delle voci, o dagli intervalli (di terza, di settima, e così via).
  • Utilizzo di note il cui nome tedesco (costituito da lettere dell'alfabeto) forma parole, nomi propri, o in alcuni casi brevi frasi.
  • Strutture musicaliche rappresentano concetti ed idee extramusicali: il caso più emblematico è quello della fuga, che rappresenta, attraverso la sua complessa costruzione, ricerca della perfezione, disciplina interiore, ordine.
  • Figurazioni musicali che, in maniera gestuale o onomatopeica, rappresentano concetti definiti, come il movimento in una determinata direzione, o la stanchezza, o la determinazione, ecc.
  • L'uso dell'alterazione ascendente (il diesis, che in tedesco si chiama"Kreutz, ovvero croce), a rappresentare la croce di Cristo.

Nella musica di Bach, specialmente nei brani sacri, è molto frequenteil ricorso alla simbologia musicale; vi si trovano inoltre tracce dell'applicazione delle regole dell'Oratoria alla sintassi musicale.