Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Giusto compenso

01/09/2007

Appunti di Michele Trenti

Nel campo dell’arte parlare di compensi provoca sempre la spiacevole sensazione di trattare la materia da mestieranti. Il problema andrebbe affrontato però seriamente: cosa deve essere compensato nell’opera di un artista? Il tempo dedicato al lavoro svolto, l’investimento di tempo impiegato per procurarsi la capacità di compiere quel lavoro, l’arricchimento (interiore) che procura ai fruitori? Ed inoltre calcolare l’entità di questi termini è pressochè impossibile in termini monetari; ci si scontra oltretutto con l’esigenza di operare valutazioni che hanno ampi margini di discrezionalità soggettiva.
Nella gestione imprenditoriale del settore culturale si nota comunque molto spesso una penosa sperequazione di risorse; ed inoltre si osserva la diffusa abitudine a ripagare più generosamente la “confezione” attraente di idee poco originali che la ricchezza e profondità di contenuti. Ora, poiché il vero artista non opera a fini di lucro ma per una necessità interiore, più forte di qualunque considerazione utilitaristica, un compenso che permetta un semplice e dignitoso sostentamento, senza esagerazioni di sorta, sarebbe da un lato la miglior garanzia sulla qualità “genuina” del prodotto, ed eviterebbe dall’altro il dilapidare di ingenti cifre in fenomeni da baraccone o in dubbie speculazioni.