Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

L'arte come sintesi di "bello" e di "vero"

17/10/2005

Appunti di Michele Trenti

L’uomo agisce sotto la spinta di impulsi fondamentalmente riconducibili a duplice natura: quelli riferibili all’istinto di conservazione e quelli che derivano dall’inclinazione razionale verso l’universalizzazione dei concetti. I primi generano comportamenti di natura soggettiva, i secondi di natura oggettiva. Le due tendenze portano spesso a generare contrasti nella coscienza dell’individuo, che trova il proprio equilibrio quando il suo agire corrisponde ad entrambi i criteri contemporaneamente.
Nell’arte i due “mondi” trovano equilibrio per essenza stessa dell’esperienza estetica, che assurge a simbolo dell’unità fra ambito soggettivo ed ambito oggettivo: la parte “oggettiva” è rappresentata sostanzialmente nella percezione di strutture formali, colte nel loro significato grazie ad un continuo scambio di riferimenti fra livelli strutturali diversi (dalle strutture locali a quelle generali e viceversa); mentre la parte “soggettiva” trova espressione nella percezione di conformità di ciò che è espresso nell’opera agli impulsi soggettivi basilari (ricerca del cibo o del compagno/a, bisogno di affetto, necessità di comprensione dell’incognito, tendenza verso la luce, ecc.).