Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Originalità

11/12/2009

Appunti di Michele Trenti

Presupposta l’intrinseca potenzialità di un’opera d’arte ad “innescare” determinati percorsi interiori, è chiaro che ciascuno sviluppa tali percorsi secondo la propria capacità di rilevare ed elaborare gli elementi dell’opera cui tale compito è affidato; è necessaria una predisposizione di fondo da parte dell’ascoltatore (nel caso di un lavoro musicale) a muoversi-con l’opera, a commuoversi – in senso lato – per quest’opera.
In tale prospettiva è difficile definire il concetto di originalità, da sempre speso con ampia disinvoltura e nell’ultimo secolo particolarmante abusato; essa peraltro più che un valore a priori sembra configurarsi come una presenza che ritroviamo in ogni lavoro importante di ogni epoca e stile.
Chi riesce a considerare sotto nuove visuali determinati dettagli, o a rilevare nuovi riferimenti formali, può cogliere originalità in un lavoro che altri, dal proprio punto di vista considerano banalmente scontato; c’è poi chi, per trovare originalità in un’opera, deve sentirsi spiegare che quello cui si trova di fronte non è mai stato fatto prima… Paradossalmente si può perfino dire qualcosa di nuovo nell’eseguire copia di un lavoro – almeno quando si voglia attribuire un particolare significato al copiare.