Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Tra realismo e simbolismo

23/02/2009

Appunti di Michele Trenti

L’arte dell’ultimo secolo si è mossa in uno spazio compreso tra gli opposti estremi dell'allegorico – cioè la tendenza ad attribuire al linguaggio valore simbolico, con necessità di decodificazione attraverso la conoscenza di codici culturali per l’accesso al suo significato – e del "reale" – cioè la concezione di un linguaggio con un vocabolario che trasmette in modo immediato significati ed emozioni, grazie al valore intrinseco del materiale non dipendente dal contesto culturale nel quale viene espresso (non uso i termini di simbolismo e realismo, che hanno accezioni proprie). Entrambe le posizioni sono parziali, ed un artista dovrebbe cercare una sintesi delle due. Se è fondamentale lo sforzo, di impronta realistica, di dare un fondamento materiale concreto ai simboli utilizzati, affinché non siano vuoti e velleitari, è altresì necessario comprendere la valenza simbolica dei processi di fruizione estetica, per non sfociare in mera attività di induzione di sensazioni fini a se stesse.
Il simbolo è efficace per via di una sua propria pregnanza, e non per un’attribuzione forzata di significato, come sovente preteso da linguaggi che hanno ambito ad imporsi come “nuovi”. È peraltro innegabile che la valenza “reale” del simbolo è soggetta a variare, entro certi limiti, nel tempo e nel mutare dei riferimenti culturali.