Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Compositori-esecutori

01/03/2009

Appunti di Michele Trenti

Sino alla fine del XIX secolo erano rari i casi di compositori importanti che non fossero anche valenti esecutori di qualche strumento; tra le eccezioni, Berlioz, Wagner e Schoenberg, tutti radicali innovatori, certamente anche grazie ad una assimilazione più criticamente filtrata dei linguaggi ereditati.
Oggi troviamo, al più, compositori – direttori, il che non ha lo stesso significato ai fini delle considerazioni seguenti. Se è vero infatti che la pratica del fare musica, e la routine che spesso ne consegue, può portare ad appiattimenti su posizioni impersonali e all’utilizzo di materiali il cui senso viene banalizzato dal continuo uso, sarebbe tuttavia auspicabile ridurre la distanza eccessiva che nella musica colta si è creata tra composizione ed esecuzione; dico questo nella consapevolezza che nell’attuale mondo musicale l’esigenza di esasperata specializzazione ha reso particolarmente difficile al musicista coltivare differenti competenze. Si osserva tra l’altro la scomparsa quasi totale della pratica dell’improvvisazione, vuoi a causa di una deriva intellettualistica della musica, vuoi per l’abitudine alla perfezione esecutiva che rende mal sopportabili le inevitabili inesattezze che l’improvvisazione porta con sé; tale prassi può avere invece risvolti fecondi sul pensiero musicale di chi vi si applica.