Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Paradiso perduto 01/01/2009

Si potrebbe concepire l’attività estetica come il tentativo dell’uomo di trovare un surrogato al perduto contatto originario con la natura, quel “paradiso perduto” che è probabilmente, più che una determinata situazione storica verificatasi in un dato luogo ed in un periodo preciso, la simbolizzazione di una fase evolutiva, della specie e dell’ individuo.
In quest’ottica l’arte si configurerebbe come risvolto positivo, e forse come conseguenza di una carenza, di un fattore negativo – la perdita appunto del rapporto spontaneo con la vita naturale. È quindi ulteriormente ipotizzabile che chi non avesse perso la perfetta sintonia con il creato – e in definitiva con la propria stessa natura – oppure chi fosse riuscito a riconquistarla, ammesso che ciò fosse realmente possibile, non sentirebbe la necessità di un’attività estetica, intesa come sublimazione di un anelito a quanto perduto.
Utilizzando un linguaggio simbolico si può affermare che prima del peccato originale vita ed arte erano una cosa sola, o, ancora, che l’arte per se stessa non esisteva affatto, perché non era necessaria.


Simmetria e proporzione 23/09/2008

Osserviamo la natura più generale dei principi che regolano la percezione estetica e troveremo che tutto può ricondursi a pochissimi elementi. Forse l soli principi formali comuni ad ogni opera d’arte sono quelli che può riferirsi al senso, innato per ognuno di noi, di simmetria e di proporzione; la realizzazione di tali principii, e la loro costante alterazione e ricostituzione nel corso di un lavoro, sono alla base del processo di “lettura” dell’opera.
I due principi originari opposti e complementari della tradizione orientale (“Yin” e “Yang”cinesi) possono trovare estrinsecazione in arte sotto forma di tendenza a realizzare una struttura dotata di simmetrie e tendenza a rompere queste simmetrie, per trovarne immediatamente di nuove, in un fecondo e fantasioso gioco di equilibri cui concorre ogni elemento dell’opera. Il processo che si produce sembra ricalcare il modo di procedere della natura, nell’infinita varietà dei suoi fenomeni e nel meraviglioso equilibrio che realizza.
In musica le forme della Fuga e della Sonata – per fare due esempi noti – coniugano in maniera ricca e varia il principio di simmetria a più livelli, dall’impianto formale alle relazioni tematiche, dalle modalità di elaborazione del materiale alla tessitura.


Risposte e domande 09/09/2007

La mentalità preminentemente post-positivista e la natura marcatamente capitalistica della nostra società portano ad affrontare ogni questione in relazione ad un calcolo preventivo sulle probabilità di successo e sull’utilità delle soluzioni cercate; viviamo l’era delle risposte e perdiamo di vista l’importanza del porci domande. Le scienze più avanzate mostrano in modo inequivocabile la incommensurabilità della dimensione dei campi di indagine, qualunque essi siano, per cui la ricerca di soluzioni e sistemi definitivi appare sempre più illusoria. Tuttavia l’uomo continua, secondo una propria naturale tendenza, il meraviglioso cammino alla scoperta del mondo che lo circonda.
Qual è lo spazio dell’esperienza estetica nell’ambito di una visione attuale delle attività umane? Piuttosto che fornirci risposte l’arte alimenta la capacità di formulare domande, in primo luogo a noi stessi; in certo senso acuisce la predisposizione a rivolgerci quel tipo di domande che più di altre sono essenziali ad esplorare percorsi interiori, verso una conoscenza di sé che può anche esserci di aiuto nell’interpretazione delle leggi dell’universo che abitiamo.

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