Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Ciò che resta 28/01/2009

L’arte è l’attività umana per eccellenza nella quale sopravvive all’inesorabile oblio del tempo ciò che ha valore intrinseco, sostanziale, indipendente dalle tendenze momentanee.
I motivi per cui l’arte rimane e la moda passa sono connaturati ai concetti stessi di arte e moda, e il fenomeno non dovrebbe stupire, anche se parrebbe impossibile, nel quotidiano bombardamento mediatico, che il destino dei prodotti delle tendenze più affermate sia così effimero, mentre manifestazioni del pensiero le quali non riescono nel presente a trovare spazio e diffusione possano in seguito affermarsi e durare nel tempo.
Il meccanismo funziona, oggi come ieri, grazie alla selezione che altri artisti operano sul lavoro dei loro predecessori – più di rado purtroppo dei contemporanei – raccogliendo, studiando e sviluppando quanto di meglio proviene da essi.
Attraverso il filtro ed il tramite di coloro che riconoscono la propria missione nell’arte, i messaggi contenuti nelle opere più significative, che manifestano così la propria fecondità, vengono portati al “pubblico”, in un processo continuo che crea il bagaglio culturale e spirituale della nostra civiltà.


Nuove vie 26/01/2009

Argomento costantemente all’ordine del giorno nelle discussioni in ambienti culturali è la necessità di trovare nuove vie di espressione; diamo per acquisito il fatto che battere pedissequamente una strada già percorsa non può portare arricchimenti significativi nello sviluppo del pensiero – argomento che sarebbe già di per sé interessante campo di approfondimento.
A ben guardare osserviamo che l’esigenza di oggi non è quella di trovare, per così dire, nuove parole da aggiungere al nostro vocabolario, bensì di organizzare in modo efficace l’enorme quantità di stimoli che ci si presentano.
In passato il problema era generalmente quello di trovare materiale nuovo in grado di fecondare il linguaggio, mentre oggi, grazie al progresso della comunicazione e delle tecniche applicate, disponiamo di sovrabbondanza di mezzi nuovi in misura tale che il problema è quello di elaborare nuove grammatiche adeguate al compito; problema tutt’altro che superficiale, che ci obbliga, dopo aver assimilato, grazie al senso estetico, i “vocaboli nuovi” che ci interessano, a ripiegarci su noi stessi per ri-flettere, giungendo alla formulazione di vie veramente innovative al di là di facili slogan.


Pause di riflessione 20/01/2009

Quando approfondiamo le vicende biografiche di artisti che hanno lasciato tracce significative nell’evoluzione del pensiero, ci imbattiamo molto spesso in periodi piuttosto lunghi – mesi o anche anni - di lontananza dagli ambienti del mestiere e dell’attività “militante”. Nella maggior parte dei casi non si tratta di scelte spontanee quanto piuttosto di situazioni sopravvenute; tuttavia è interessante considerare l’effetto positivo portato da tali pause di riflessione, che permettono di dedicare tempo ed energie a scandagliare le proprie inclinazioni artistiche senza l’obbligo di fare i conti con esiti imposti dal mondo professionale. Il potersi dedicare con libertà ad approfondire ciò che sente istintivamente, è per l’artista, in ogni caso, esigenza che a fasi alterne si manifesta con forza insopprimibile. Se pure è difficile operare una scelta consapevole di rinuncia ad attività ben avviate, a successi e riconoscimenti ufficiali, la strada della ricerca in ambiti la cui esplorazione non garantisce nulla se non la conoscenza di se stessi è un cammino di maturazione artistica ed umana che compensa, nella visione della persona di cultura, le contropartite materiali eventualmente perse.

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