Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Musica e musicologia 08/12/2009

Siamo lontani dalla realtà se pensiamo di poter cogliere l’essenza della musica disquisendo di essa, pure ai massimi livelli di competenza. Ciò che l’ascolto della musica ci offre di più profondamente peculiare, ovvero la soggettiva esperienza del momento estetico, sfugge completamente all’indagine analitica, di qualunque tipo essa sia ed a qualunque livello sia condotta: analisi ed esperienza estetica sono fenomeni di natura diversa. È certo interessante osservare e descrivere ciò che avviene nel processo, individuale e collettivo, di fruizione dell’arte, musicale o di altro genere, ma ciò, se può aprirci alla disponibilità verso determinate manifestazioni, non potrà offrirci la possibilità di recepire la valenza intrinseca di un’opera o di fornire su di essa un giudizio oggettivo di valore. Non si debbono invece sottovalutare la portata e l’utilità delle scienze musicologiche quando queste si prefiggono i loro naturali obiettivi, aiutando ad avvicinarsi, da prospettive diverse e con metodologie di volta in volta appropriate, agli oggetti del nostro interesse; di ciò che concerne il fenomeno musicale la musicologia è deputata ad approfondire singoli aspetti, offrendoci, in quanto fruitori, ampiezza di prospettive, e, in quanto professionisti, sempre nuovi stimoli e materia di riflessione.


Dal vivo o no? 18/10/2009

Le attività di divulgazione della musica possono avvalersi da ormai quasi un secolo di strumenti di riproduzione che hanno radicalmente cambiato le prospettive del fare musica, in maniera analoga a quanto avvenne nel Seicento in Europa con l’avvento dei teatri pubblici. La disponibilità sempre più semplice, economica e perfezionata di registrazioni audio e video costringe ad una riflessione sulla funzione della musica dal vivo oggi. Sono da analizzare gli elementi insostituibili della manifestazione dal vivo e quelli che possono vantaggiosamente essere delegati alla musica riprodotta. Se il concerto non è da tempo la forma di ascolto più diffusa, né il mezzo per conoscere nuova musica, passando alla differenza tra conoscenza e fruizione estetica la forma dal vivo è sempre privilegiata. Ogni aspetto dell’organizzazione deve allora essere funzionale a tale concezione. Ulteriormente vanno valutate caratteristiche ed esigenze del pubblico, e differenze locali suggeriscono formule modulabili: orari, durate, programmi, soluzioni logistiche e modo di presentazione sono fattori oggi troppo standardizzati. Le istituzioni che fruiscono di importanti sovvenzioni avranno il compito di fare, coraggiosamente, da capofila in tali cambiamenti epocali. Il minore spazio per esecuzioni di livello medio-basso costringerà infine a provvedimenti per garantire l’alimentarsi di un livello alto.


Osservare 16/10/2009

La disposizione di spirito con cui ci si appresta ad osservare uno spettacolo della natura è quella con cui ci si pone di fronte ad un’opera d’arte: la capacità di trovare una tale disposizione d’animo è presupposto fondamentale per apprezzare sia la bellezza naturale che quella creata dall’uomo. L’atteggiamento è essenzialmente passivo, e richiede lo spogliarsi di attese preconcette, del retaggio di precedenti esperienze, perfino di curiosità tecniche, per raggiungere una concentrazione sul puro oggetto della nostra contemplazione, e coglierne direttamente l’essenza, ad un livello più profondo delle sue semplici caratteristiche esteriori. Segue quasi sempre una seconda fase psicologica, invece fondamentalmente attiva, attraverso la quale entriamo in sintonia con l’oggetto del sentire (se questo ha avuto la facoltà di offrirci tale stimolo), ossia ci muoviamo con esso, ci “commuoviamo”.
Alla disposizione contemplativa purtroppo la frenetica vita di oggi pone ostacoli sempre maggiori, allontanandoci da profonde esperienze estetiche – che dipendono solo in seconda istanza da conoscenze tecniche o culturali. A maggior ragione la capacità a tale disposizione psicologica è, per un artista che crea, elemento imprescindibile, peraltro in una fase precedente la creazione stessa, che è attività pura.

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