Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Osservazioni semplici sulla creatività 12/11/2005

Ogni artista conosce la sensazione dello scatenarsi della creatività, così come conosce momenti di impotenza creativa; dall’esterno si può osservare come nessun artista abbia prodotto le proprie opere mantenendo sempre lo stesso livello di forza espressiva. Dopo ogni fase di scarsa produttività legato ad un calo di energia creativa il ritorno dell’ispirazione è improvviso, come fosse caduto un ostacolo – o barriera inibitoria – che impedisce l’accesso agli strati più profondi della coscienza.
Alcuni dei fattori che possono provocare il superamento di queste barriere ed il liberarsi della creatività sono: anelito prepotente verso qualcosa, violenta sofferenza, impressioni particolarmente intense; queste ultime hanno generalmente bisogno di tempo per maturare in impulso creativo, provocando in un primo momento uno stato di sensibilità passiva che solo successivamente può trasformarsi in impulso attivo.
En passant capita di osservare che spesso camminando all’aria aperta l’immaginazione tende a sprigionarsi più facilmente, forse per l’efficacia del moto nel “distrarre” i processi inibitori della cocienza; già nell’antica Grecia i “Peripatetici” usavano camminare trattando i problemi filosofici, e Beethoven componeva frequentemente durante lunghe passeggiate portando appresso quaderni di abbozzi...


L'arte come sintesi di "bello" e di "vero" 17/10/2005

L’uomo agisce sotto la spinta di impulsi fondamentalmente riconducibili a duplice natura: quelli riferibili all’istinto di conservazione e quelli che derivano dall’inclinazione razionale verso l’universalizzazione dei concetti. I primi generano comportamenti di natura soggettiva, i secondi di natura oggettiva. Le due tendenze portano spesso a generare contrasti nella coscienza dell’individuo, che trova il proprio equilibrio quando il suo agire corrisponde ad entrambi i criteri contemporaneamente.
Nell’arte i due “mondi” trovano equilibrio per essenza stessa dell’esperienza estetica, che assurge a simbolo dell’unità fra ambito soggettivo ed ambito oggettivo: la parte “oggettiva” è rappresentata sostanzialmente nella percezione di strutture formali, colte nel loro significato grazie ad un continuo scambio di riferimenti fra livelli strutturali diversi (dalle strutture locali a quelle generali e viceversa); mentre la parte “soggettiva” trova espressione nella percezione di conformità di ciò che è espresso nell’opera agli impulsi soggettivi basilari (ricerca del cibo o del compagno/a, bisogno di affetto, necessità di comprensione dell’incognito, tendenza verso la luce, ecc.).


Valutazione di una nuova creazione musicale 07/09/2005

Il problema della valutazione estetica di una nuova creazione artistica è relativo al fatto che non è possibile valutare un’opera nuova attraverso criteri precedentemente disponibili, ovvero codificati a priori. I criteri di valutazione sarebbero infatti desunti dall’analisi di specifiche opere precedentemente prodotte; ma se una nuova opera “crea” effettivamente qualcosa di nuovo, deve esprimerlo attraverso un linguaggio nuovo, ovvero giunge ad una sintesi propria ed unica rispetto al linguaggio esistente; è quindi evidente che criteri desunti da altri lavori non sono adeguati a farne comprendere l’essenza specifica, il suo peculiare significato, ossia proprio ciò che gli conferisce effettivo valore estetico. Il compito di una critica competente è quindi quello di desumere da un’opera i criteri (di ascolto, di lettura, ecc.) che permettono di conferirle una collocazione estetica propria. Processo che peraltro si distingue dalla fruizione dell’opera in sé.

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