Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Perchè la cultura non riesce ad autofinanziarsi 29/08/2006

Il motivo per cui la cultura non riesce ad autofinanziarsi sta essenzialmente nel fatto di concedere la contropartita dei costi che comporta in tempi lunghi ed in modi difficilmente definibili. I benefici risultanti dalla fruizione di cultura consistono principalmente nella soddisfazione dell’esigenza personale di ricerca del profondo; tali benefici intervengono però molto spesso a distanza di tempo dalla fruizione stessa dell’evento culturale che li ha prodotti – attaverso percorsi ancora piuttosto misteriosi in base alle attuali conoscenze. Avviene quindi che molte volte il fruitore di un evento culturale non sia disposto a pagare quanto sarebbe disposto a pagare per altri generi, in quanto non percepisce in tale evento l’appagamento di una propria esigenza immediata:, mentre l’istinto porta a privilegiare la soddisfazione dei bisogni presenti.
In alcuni periodi “virtuosi” della storia forme diverse di promozione della cultura hanno creato una maggior consapevolezza sui valori che essa diffonde, ingenerandone anche un’esigenza maggiormente sentita; mentre quasi sempre nei periodi o nelle società meno virtuosi il senso critico inevitabilmente stimolato dalla cultura è stato considerato pericoloso ed eversivo, e conseguentemente contrastato.


Grandi esecuzioni 18/08/2006

All’efficacia di un’esecuzione musicale concorrono due aspetti, che si compenetrano, ma che concettualmente vanno chiaramente distinti: il primo riguarda le scelte interpretative stesse, che dovrebbero procedere primariamente da una coscienza formale della composizione eseguita, determinando tempi, dinamiche, fraseggi e le loro sfumature; il secondo concerne la comunicatività dell’interprete, la sua capacità di rapportarsi al pubblico e di instaurare con esso una sintonia emotiva. Si tratta di due talenti distinti, rafforzati rispettivamente dallo studio e dall’esperienza. Prendendo a prestito un’immagine dal linguaggiuo parlato potremmo definire i due aspetti come il contenuto di un discorso e l’efficacia oratoria del declamante. E, come avviene nel linguaggio parlato, anche in musica una meravigliosa efficacia oratoria può esprimere concetti vuoti, e viceversa contenuti di grande profondità possono non riuscire a convincere l’ascoltatore se male proposti. Il grande interprete deve possedere entrambe le facoltà e porre la propria “arte oratoria” al servizio di profonde scelte interpretative. All’immediato successo di un’esecuzione dal vivo è essenziale l’istintiva capacità di comunicare di coloro che vengono definiti “animali da palcoscenico”, mentre in una registrazione questa componente è meno determinante. Al fine del valore estetico dell’esecuzione è invece determinante il contenuto di ciò che viene detto, poiché l’atteggiamento oratorio ha una efficacia effimera, mentre i significati espressi vengono apprezzati nel tempo. Il mondo concertistico odierno privilegia generalmente l’aspetto immediato del talento oratorio, troppo di rado supportato da un’adeguata profondità di contenuti.


Sponsorizzazioni 02/08/2006

A causa dei meccanismi che regolano oggi le attività imprenditoriali, e secondo la mentalità che si è imposta in conseguenza di questi, è oggi imperativa l’esigenza di riscontri a breve termine per gli investimenti che si effettuano in ogni campo. Ben pochi possono permettersi iniziative i cui risultati non siano tangibili entro pochi anni, perché i cambiamenti in atto sono talmente repentini da rendere impraticabili progetti a più lungo termine; i parametri di valutazione dei tempi operativi sono radicalmente mutati. A poco a poco anche il settore della cultura, per sua natura refrattario ad un’impostazione del genere, ha risentito del fenomeno, per quanto riguarda i finanziamenti: Il sistema attuale delle sponsorizzazioni gioca sulla forza della promozione pubblicitaria per imporre, ingenerando nel pubblico forme di necessità psicologica, fenomeni obbedienti a criteri collaudati, in relazione ai fruitori cui sono indirizzati; così il ritorno è garantito, ma l’operazione non favorisce, se non in termini marginali, lo sviluppo della cultura. Il sistema è applicato sempre più frequentemente anche nel caso di finanziamenti pubblici – il cui obiettivo specifico è quello di garantire il sostegno delle arti – dove a criteri di qualità si sostituiscono i criteri della moda.

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