Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Ricordo di Alma Brughera Capaldo 10/09/2006

Oggi viene a mancare al mondo musicale genovese Alma Brughera Capaldo; questo momento giunge tutt’altro che inatteso, e da lei stessa lungamente sospirato, nella sofferenza degli ultimi anni. Al 2003 risale un commosso omaggio che diversi amici ed estimatori le avevano tributato attraverso un libro, “Paganini, Genova e la musica – Saggi in onore di Alma Brughera Capaldo”; era il momento in cui Genova si apprestava ad essere Capitale Europea della Cultura, scoprendo quale proprio maggiore testimonial Nicolò Paganini, con i messaggi che la sua eredità ha lasciato al mondo. Mi chiedevo se il 2004 avrebbe potuto avere la stessa impostazione senza la più che trentennale opera di promozione e divulgazione della figura paganiniana da parte di Alma Brughera Capaldo. Il tempo ha portato i frutti dello strenuo – difficilmente descrivibile – lavoro svolto e delle battaglie affrontate, come musicista, critico, Direttore dell’Istituto di Studi Paganiniani, Presidente dell’Associazione Amici di Paganini.
Se pure molto resta da fare perché Genova celebri adeguatamente il suo massimo artista, un grande cammino è stato percorso, proprio grazie ad Alma, alla quale la città deve la riscoperta di quella “coscienza paganiniana” che le ha permesso di affrontare il 2004 con l’orgoglio di una Capitale Europea della Cultura.


Questioni linguistiche 05/09/2006

La relazione tra l’elemento materiale della propria arte e l’espressione del proprio sentire è una questione focale per ogni artista che abbia coscienza del senso della propria attività; si tratti di suoni, segni, colori, movimenti: i segreti – ed i misteri – della loro organizzazione sono costante occupazione di colui che si appresta a darvi forma. Egli è, consapevolmente o no, alla ricerca del come agli elementi del linguaggio, a partire dai più piccoli, possano essere attribuite caratteristiche che li rendono idonei a convogliare il messaggio artistico (mentre il teorico si chiede il perché). Si riconosce quindi ad elementi morfologici e grammaticali la possibilità di acquisire una sorta di “valenza” espressiva, che si concretizza al momento della loro organizzazione in strutture superiori, legandosi con altri elementi.
L’affinità con il concetto chimico di valenza sembra adatto a descrivere il fenomeno di “molecole” di un linguaggio, elementi di base con i quali si può costruire un’opera; tenendo presente che nel caso dell’arte la “valenza” delle cellule del discorso è legata al rapporto dell’artista con il proprio linguaggio, ed ha quindi un valore soggettivo, che evolve con l’evolvere del proprio sentire e con l’approfondimento della propria tecnica.


"Spettacolo" e "cultura" 04/09/2006

I termini “spettacolo” e ”cultura” vengono utilizzati sempre più frequentemente in modo improprio, con una confusione fra i due riconducibile al fatto che, specificamente in campo musicale, i due aspetti sono spesso compresenti in una stessa manifestazione. Anche a livello istituzionale, per ragioni pratiche, gli uffici preposti sono competenti generalmente per entrambe le attività.
Si deve peraltro sottolineare che i concetti di riferimento sono nei due casi molto diversi: per lo spettacolo si ragiona in termini di intrattenimento, svago, mode, per la cultura di approfondimento, concentrazione, ricerca,valori universali: obiettivi e strumenti delle due attività non sono assimilabili. Si sbaglia a cercare per la cultura, come sovente avviene, lo stesso tipo di riscontri sul pubblico che sono tipici dello spettacolo, in rapporto al quale sotto tali aspetti sarà sempre perdente. Se lo spettacolo, inteso come valvola di sfogo per la società, ha sempre ottenuto un’attenzione prioritaria – il “panem et circenses” dei romani – la cultura ha proprie peculiari origini, finalità e criteri, che non vanno fraintesi, facendone una delle forme – accusate spesso di essere costose e di minor “successo” – dello spettacolo.

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