Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Contenuti e chiavi di lettura

24/06/2010

Appunti di Michele Trenti

Si assume generalmente che un autore si esprima attraverso un linguaggio personale, e che tale linguaggio possa essere comune ad una corrente, ad un’epoca, ad una tradizione. Bisogna tuttavia ammettere che il linguaggio di un autore si modifica nel tempo, e che in definitiva ogni opera utilizza un proprio linguaggio, il quale, poco o tanto, si differenzia da quello di ogni altra opera. La comprensibilità dei suoi significati è possibile grazie al fatto che l’opera d’arte possiede in se stessa la propria chiave di lettura. Ciò è evidente nella possibilità che un’opera ha di essere recepita da parte di persone che, per distanza culturale o temporale, sembrerebbero non doverne possedere i “codici”; e se è naturale che una vicinanza culturale possa facilitare la capacità di sintonizzarsi con un determinato linguaggio, si osserva spesso che la difficoltà maggiore a comprendere un’opera deriva da incrostazioni lasciate da esperienze precedenti, che inconsciamente eleggiamo a chiavi di lettura universali. Il messaggio più profondo di un’opera d’arte, al di là dei contenuti esteriori, sembra allora consistere proprio nella chiave di lettura che sottende, nel codice necessario alla propria lettura, che è insito nel linguaggio stesso, e che può essere concepito come la condizione affinché il contenuto venga alla luce.