Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Progetto e autoascolto

28/01/2010

Appunti di Michele Trenti

In ogni persona che si accinga ad eseguire un pezzo avviene un processo dialettico continuo, in tempo reale, tra due attività: il progettare e l’autoascoltarsi – inteso come il controllare la corrispondenza del risultato dell’azione esecutiva con l’intenzione che lo ha generato. La concezione che un interprete ha di un’opera è articolata in relazioni a più livelli tra una parte e le altre, tra una frase, ciò che precede e che segue, e via di seguito, configurandosi in una sorta di equilibrio di proporzioni complessivo. Ora, poiché anche nei casi di maggior perfezione esecutiva ciò che eseguiamo non corrisponde mai completamente all’idea che ne abbiamo, ad ogni momento di non-corrispondenza segue una ri-impostazione degli equilibri complessivi. Ciò avviene a tutti i livelli, in misura maggiore o minore; quanto più questo processo è continuo e immediato, tanto più l’esecutore è efficace; è invece meno efficace quanto più in questo processo esistono lacune, vuoi per l’incapacità di autoascoltarsi – anche per distrazione temporanea – vuoi per l’incapacità di ri-impostare le simmetrie ed i rapporti concepiti. Realizzare un’esecuzione senza reagire agli stimoli che provengono dai propri stessi “errori” – oppure anche da nuove idee precedentemente non valutate – è per un interprete un limite determinante.