Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Il contesto nel quale ci esprimiamo

03/02/2010

Appunti di Michele Trenti

Ciò che spinge l’artista ad “esprimere” ciò che ha dentro è in definitiva la necessità profonda di dare una testimonianza di qualcosa che sente appartenere alla categoria del vero; da questo deriva tra l’altro l’esigenza di perfezione, che non può accettare compromessi in quanto discriminante non tra gradi diversi di riuscita, ma tra due categorie nettamente contrapposte: il vero e il falso. C’è però a monte di ciò un elemento che in qualche modo determina quest’esigenza espressiva dell’artista, ed è il fatto di percepire la propria testimonianza come necessaria in quanto non espressa precedentemente, ovvero – nei limiti che il concetto sottende – “originale”. Ora, l’artista opera sempre in un contesto socioculturale; il problema è che, mentre fino ad un secolo fa il contesto era dominio comune, almeno per quanto riguarda la civiltà occidentale, oggi si estende enormemente, rendendosi difficilmente interpretabile in chiave univoca. Se la necessità che spinge inconsapevolmente l’artista, è quella di dire ciò che va detto – in quel momento e in quel contesto, anche se l’esterno può non coglierne immediatamente il senso – non è facile oggi leggere l’ambiente socioculturale nel quale viviamo per intuire ciò che va detto. Ma questa intuizione è appunto quella che distingue il creatore dall’imitatore.