Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Politica culturale

31/07/2006

Appunti di Michele Trenti

I talenti dedicati alla cultura hanno trovato in ogni epoca, in misura differente, sostenitori fra coloro che, a titolo istituzionale o privato, gestivano le risorse economiche. Le motivazioni di ciò nascono certamente dal desiderio di lasciare un segno duraturo di sé e del proprio tempo, ma anche dalla convinzione che arte e cultura costituiscono un bene prezioso per la società, i cui individui possono acquisire opportunità di crescita spirituale; questo concetto è comunemente accettato, anche se i meccanismi che regolano il rapporto fra arte, prodotta e fruita, e crescita della società sono estremamente complessi. Recentemente sembra prevalere invece la tendenza a considerare la cultura e le arti – che producono essenzialmente un bene immateriale – come funzionali ad altre attività, il cui prodotto è più facilmente misurabile; in particolare la cultura è vista come base di progresso scientifico (quindi tecnologico, con ritorni economici), e le arti come mezzo di promozione turistica, o come offerta per un impiego del tempo libero. Sebbene sinergie con aspetti economico-commerciali siano legittime ed anzi strategiche al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili, è importante conservare consapevolezza del valore autonomo della cultura, e, relativamente alla valutazione sul merito qualitativo, mantenere criteri indipendenti dai risultati in settori collaterali.