Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Un equivoco frequente della critica d'arte

03/04/2006

Appunti di Michele Trenti

Nel campo della critica d’arte si ripropone costantemente un equivoco fondamentale, relativamente al fatto che per un artista il concepire un’idea è molto diverso dall’esprimerla in un’opera concreta. Il passaggio determinante è infatti quello successivo, per cui l’idea concepita prende effettivamente forma in un lavoro compiuto (che poi sovente trascende la stessa idea generatrice). Ciò che rende originale un artista creatore non è tanto la capacità di concepire significati, quanto la facoltà di esprimerli, cioè di renderli nella forma di un’opera che li trasmette ad altri: Certamente la trasmissione dipenderà dal possesso, nei potenziali fruitori, dei codici culturali e linguistici adeguati a ricevere il messaggio, ma è fondamentale comprendere che in arte volere non è potere. Molte persone, siano amatori, dilettanti o professionisti poco dotati, concepiscono idee interessanti (almeno ai propri occhi), ma i risultati del loro lavoro semplicemente non le esprimono in modo adeguato; tali concezioni restano quindi ad uno stato latente, esteticamente inespresso. Nondimeno nel vero artista l’utopia ed i momenti di astratta concezione delle idee hanno grande importanza, in quanto suscitano la creatività che porta alla realizzazione dell’opera concreta.